domenica 24 giugno 2012

Proverbi da rifare.

Ciascuno di noi nasce tondo e muore quadrato, a dispetto del famoso proverbio che, negando questa possibilità, fornirebbe la prova provata del fatto che è impossibile cambiare e che, prima o poi, la vera natura di ognuno viene fuori, senza che nemmeno l'età possa garantire quella  mutazione genetica della personalità da tutti auspicata e poi, in gran segreto, fortemente temuta.

Ebbene, con tutta evidenza, il detto in questione falla. Ogni essere umano, infatti, nasce in e da un tondo, sviluppandosi al suo interno e, per questo, contribuendo alla sua rotondità e, poi, uscendone fuori con impeto e lacrime, per lo sforzo o per la paura di quello che lo aspetterà.

Dopo, ogni essere umano (o quasi) conclude questa esperienza terrena chiuso in un rettangolo di legno, che in effetti altro non è che un quadrato allungato, adattato all'occorrenza. E messo sottoterra. Anche lì partono le lacrime, a dir la verità, ma non sono le sue.

E se proprio devo dirla tutta, il famoso tondo di cui sopra, ogni giorno della sua vita, va alla ricerca di un quadrato che gli possa fare da tetto, e, una volta trovatolo, ci si chiude dentro, per viverci, per lavorare, per mangiare, per fare i propri bisogni, per sentirsi al sicuro.

Insomma, il cerchio, nato per spaccare il mondo, rotolando al suo interno e cercando di imitarlo in tutto e per tutto (quantomeno per la forma), finisce per diventare quadrato, trasformando i suoi fantastici contorni tondi, non facilmente misurabili (se non da chi conosce il misterioso pi greco), in rigide linee rette, più idonee ad uniformarsi alla realtà, perché più facilmente inquadrabili, appunto, ma dagli altri.

Più propriamente, dunque, io direi che ciascuno di noi è un cerchio inscritto in un quadrato, che muore dalla voglia di diventare ciò che lo circonda (il quadrato, appunto), e in effetti ci riesce, abbandonando per sempre i sogni e i desideri che ha urlato quando è venuto fuori da quell'altro tondo là, in un tempo ormai troppo lontano. 

Pertanto, se proprio bisogna trovare un proverbio che spieghi alla gente come sia molto difficile cambiare se stessi, specificando, però, che, almeno dal punto di vista geometrico, come detto, si cambia eccome, io utilizzerei la versione dialettale "cù nasci tunnu 'un pò mòriri pisci spada" ("chi nasce tonno non può morire pesce spada") o, meglio ancora, "giralo comu voi, sempri cucùzza è" ("guardala da tutte le angolazioni che vuoi, sempre di zucchina si tratta").





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